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Ipogeo di Calaforno

L’Ipogeo di Calaforno, situato in contrada Manna, rappresenta un tesoro archeologico di grande importanza nel territorio di Giarratana. Questo complesso ipogeico, reso noto alla comunità scientifica da Lorenzo Guzzardi nel 1975, offre uno sguardo unico sulla preistoria e protostoria della regione.

Storia

Cenni storici

La datazione dell’ ipogeo di Calaforno viene fatta risalire all’età del rame (3000 – 2500 a.C.) e sarebbe stato utilizzato fino all’anno 1000 a.C. come sito sepolcrale. Nel V secolo gli abitanti greci di Kasmenai trasformarono l’ipogeo in un santuario dedicato al dio Bes (come dimostra il ritrovamento di una statuetta del dio). In età tardo antica l’ipogeo tornò alla sua funzione originaria di luogo sepolcrale. In età altomedievale venne convertito in un ricovero e vennero scavate delle nicchie per ospitare delle lucerne.


Scoperte e Ricerche Archeologiche

Negli anni ’70, Lorenzo Guzzardi avviò una sistematica esplorazione dell’area, identificando due cimiteri e l’ipogeo monumentale. Questi scavi hanno portato alla luce una struttura multicellulare con una lunga storia di utilizzo che inizia nell’età del Rame e continua fino all’età del Bronzo.

Dal 2013, l’Università di Catania e la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Ragusa hanno condotto ulteriori scavi e attività di rilievo, consentendo una nuova lettura del monumento e del paesaggio circostante. Questi studi hanno permesso di ricostruire la cronologia della costruzione dell’ipogeo e delle sue diverse fasi di utilizzo, chiarendo gli aspetti funzionali e le trasformazioni subite nel corso dei secoli.

Architettura

Caratteristiche Architettoniche e Funzionali

L’ipogeo di Calaforno è un esempio perfetto di architettura “a-strutturale”, costruita mediante la rimozione della roccia, sia sotto che sopra il livello del suolo. Questo tipo di architettura è strettamente legato alla morfologia dell’altopiano ibleo, caratterizzato da formazioni carbonatiche e profonde gole conosciute localmente come “Cave”.

La struttura è composta da cavità naturali e da camere scavate nella roccia. La prima stanza che si incontra è il “Vestibolo”, ovvero una cavità naturale adattata, una stanza lunga 12 metri e larga 4. Il complesso ipogeico si costituisce di 35 camere, scavate nella roccia calcarea, interconnesse, utilizzate probabilmente per scopi funerari e domestici.

L’ipogeo di Calaforno presenta due differenti aree costruite in tempi differenti, che hanno ingressi su livelli differenti e che presentano entrambe un andamento serpentiforme. La prima area è più vicina al vestibolo ed è costituita da camere più piccole e basse, mentre la seconda è costituita da camere più ampie e alte.

Grazie all’uso di tecnologie avanzate, come la scansione laser 3D, le indagini più recenti hanno rivelato dettagli architettonici difficili da osservare con le tecniche tradizionali di rilevamento. Questo ha permesso di documentare lo stato attuale del complesso ipogeico e di monitorare i possibili degradi, promuovendone la conservazione e valorizzazione.


Importanza Culturale e Storica

Nonostante l’ipogeo di Calaforno sia stato considerato a lungo un sito minore, le recenti ricerche hanno dimostrato la sua importanza storica e culturale. La riscoperta di questo complesso ha permesso di rivalutare il ruolo centrale che ha avuto nel passato, evidenziando la continuità di occupazione dell’area di Giarratana dalla preistoria fino al periodo medievale e rinascimentale.

L’ipogeo di Calaforno rappresenta un elemento chiave per comprendere l’uso del territorio nel passato e la relazione tra la società antica e il paesaggio circostante. La sua riscoperta e valorizzazione contribuiscono non solo alla conoscenza scientifica, ma anche alla promozione del turismo culturale e alla conservazione del patrimonio locale.